Cristianesimo

Le Icone per gli Ortodossi

Vladimirskaya

Gli Ortodossi hanno un rapporto unico e molto intenso con le loro icone. Infatti queste immagini sacre, vanno ben oltre il gusto del bello, perché sono essenziali per pregare e avvicinarsi a Dio.

Ma andiamo con ordine, vi prometto ZERO BANALITA’ come al solito; cerchiamo di capire come questa arte sacra sia una porta verso Dio e segno della presenza divina in terra.

Iconoclastia

Alcune religioni proibiscono l’uso delle immagini e la rappresentazione del Divino. L’iconoclastia può arrivare a predicarne perfino la distruzione. Ma perché?

distruzione buddha bamyian
I Talebani nel 2001 distrussero i Buddha di Bamyian perché blasfemi. Quando Rouhani, il Primo Ministro dell’Iran venne in visita al museo degli Uffizi a Firenze, per “riguardo” il museo nascose le statue. Si parlò di censura sui genitali delle statue, ma non è quello il problema: è la statua in sè ad essere blasfema, non oscena

Perché le immagini o le statue possono diventare idoli, essere loro stesse venerate in quanto tali e non per ciò che rappresentano.

Gli Ebrei, impazienti per l’attesa di Mosè che era sul monte Sinai a ricevere i Comandamenti, crearono un idolo e cominciarono ad adorare. Eppure il Dio degli Ebrei, non solo non poteva essere rappresentato, ma neppure nominato.

Nel Tempio (che ora non esiste più, distrutto da Nabuccodonosor e poi dai Romani), a rappresentare Dio c’erano appunto solo le “Tavole della Legge” che oggi abbiamo rielaborato in dieci Comandamenti.

I Cristiani ovviamente vengono dalla tradizione e dalle regole ebraiche, eppure oggi rappresentano Dio. E dunque fanno cadere uno dei Comandamenti (nonostante parli anche di ciò che è in terra), che così recita, in Esodo 20,4 : “Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra”.

antartide icone
Come si è arrivati allora ad avere necessità delle icone per cui perfino una piccola cappella ortodossa in Antartide ne possiede? Da notare che con il freddo, non si possono fare affreschi sul legno, mentre le icone si conservano bene a quei climi, tipo quello russo!

Gli Ebrei mantengono tale divieto assoluto. E così faranno i Musulmani, Maometto promette l’inferno ai pittori che osano imitare la creazione.

I Cristiani prima di far cadere il divieto in realtà furono ondivaghi, perché inizialmente rappresentarono Gesù solo come un pesce per esempio (lo avrete visto nelle Catacombe), ma poi prevalse l’influenza greca che spingeva verso la rappresentazione (Dio fu rappresentato sul modello di Zeus ed è ancora così).

Tra il 650 e l’850, gli anni della fortissima espansione islamica, che guadagnava fedeli – forse anche – proibendo le immagini, sono quelli della proibizione. Sulle immagini poi i monaci speculavano e si approfittavano della povera gente.

Nel 787, nell’ultimo dei Concili ecumenici, si discusse a lungo della liceità o meno delle immagini, e per oltre cento anni tra quei due secoli il divieto alle immagini fu accolto dai Cristiani.

Poi nel 843 i divieti caddero.

Il Dovere delle Immagini

Si decise infatti che tutti coloro che si erano resi visibili in terra fossero rappresentabili. Dio, per i Cristiani, si incarnò e si rese volontariamente visibile all’uomo.

I Cristiani dunque rovesciarono tali divieti, anzi fecero di più: resereo le immagini un dovere!

Dio si è manifestato e reso visibile, dunque vuole essere rapprentato. Rifiutarsi di fare immagine, equivale a voler negare l’incarnazione di Gesù (che infatti Ebrei e Musulmani negano).

Fino al 1054 circa, i Cristiani erano uniti nel culto delle icone. Poi Occidente e Oriente si allontanarono.

Ho scritto un libro che parla proprio delle mie esperienze religiose nel mondo in un modo unico e speciale. Con ZERO BANALITÁ

Immagini per i Cattolici

Per i Cattolici le immagini sono varie e diverse tra loro. Anzi, a partire da Giotto che diede prospettiva, le immagini possono assumere pose e colori diversi, proiettare ombre, dunque avere veramente un corpo.

Gli artisti firmano le opere. Le chiese sono ricche di dipinti e statue, anzi le immagini diventano le protagoniste, facendo catechismo e spiegando in modo semplice concetti complessi.

Non ci sono canoni assoluti: nel tempo cambiano i riferimenti, Dio prende e perde una aureola triangolare, non sono sempre i cattivi ad essere messi di traverso, Gesù diventa meno efebico, acquisisce o perde la barba, il rapporto tra la Madonna e il bambino Gesù è stato illustrato in ogni modo.

Con il crescere della cultura del fedele c’è meno bisogno di lasciare sempre tutto uguale a se stesso, ognuno può comprendere da sè.

Oggi Gesù non ha bisogno di aureola (la aveva rotonda come gli uomini, cioè non triangolare come il Dio mai incarnato), i Santi non hanno fiamme sulla testa, un diavolo non deve essere rosso. Eppure a me il grassetto arancione di questo articolo aiuta…

Vetrata nella Basilica di Nostra Signora della Pace in Costa d’Avorio: in questa chiesa realizzata per volontà del Presidente dittatore megalomane, si arriva a rappresentare proprio il dittatore accanto a Gesù. Dopo lunghe polemiche (per altri motivi), oggi la Basilica è stata riconosciuta dal Vaticano. Agli Ortodossi russi andò ancora peggio durante il Comunismo: le Chiese chiuse, divieto di produrre icone (ecco perché tanti artigiani passarono alle Matrioske) ma soprattutto, obbligo di avere l’immagine di Stalin in ogni casa!

Icone Ortodosse

Ben diverso con gli Ortodossi. Gesù si è incarnato, ma Dio è oltre ogni rappresentazione. L’uomo non può e non deve interpretare, ma limitarsi a riprodurre ciò che fu un tempo.

I Padri della Chiesa hanno fissato per sempre le regole e le proporzioni della rappresentazione. L’Ortodossia ama la tradizione. Sono un modello eterno da riprodurre, non da interpretare. E’ già eccelso, potrebbe solo peggiorare.

Le icone sono archetipi celesti. Dio si è incarnato ma l’attenzione non è mai sul corpo, che è spesso coperto da un mantello, nascosto, quasi solo animato da Spirito. Le labbra sono minute come la bocca, il bisogno di mangiare è irrilevante (ecco la preferenza per le icone sulle statue).

chiesa in Bulgaria a Sofia
In questa chiesa in Bulgaria, a Sofia, ho visto l’unica immagine ortodossa provvista di prospettiva. Un angelo sembrava allontanarsi dalla parete. Ma è davvero una eccezione

L’icona è immobile. Quelle immagini devono trasmettere l’amore per la Verità. Rappresentare ciò che fu, renderci tutti contemporanei della incarnazione, così come lo si fa con la comunione in cui si mangia il corpo e il sangue di Cristo.

Affinché l’icona sia in grado di rappresentare la Verità, il pittore deve essere ortodosso e pronto a permettere alla sua fede di operare.

Infatti è la fede del pittore e dei Padri della Chiesa a dipingere, il pittore è solo uno strumento. Anzi è come se non esistesse. Non firma le opere, non viene ricordato. Non ha discrezionalità alcuna. Anzi, deve prepararsi al lavoro con preghiere e digiuni, non con disegni preparatori!

La Trinità: in realtà delle eccezioni ci sono, Rublev per esempio è ricordato, essendo stato uno dei maggiori pittori di icone e simbolo di una Russia che esce dalla dominazione mongola. Così un simbolo da essere anche diventato Santo…

L’icona è senza tempo e senza spazio. E’ stata paragonata alla maschera sacra: sempre uguale a se stessa.

La Funzione delle Icone

Le icone possono essere guardate così come si reciterebbe una preghiera o come si leggerebbe la Bibbia. Ma con le icone si può fare ben di più: si può e si deve interagire.

deesis hagia sofia
Alla deesis di Hagia Sofia si può chiedere perdono guardando Gesù dritto negli occhi

Per la liturgia è necessario avere una icona: perfino i monaci ascetici più estremi del Monte Athos che rifiutano ogni possedimento terreno, hanno però con sè una icona.

Esistono infatti icone portatili per chi viaggia, c’è una icona in ogni casa di religione ortodossa, al matrimonio si riceve una icona da appendere immediatamente. Ed ecco perché gli Ortodossi hanno bisogno di icone anche in Antartide.

Il rapporto con l’icona è spesso anche fisico: le icone si baciano ossessivamente, si toccano, accarezzano.

Alcune icone sono poi così belle da non poter essere state fatte da un uomo. Sappiamo che il pittore è solo uno strumento, ma alcune sono direttamente opera divina.

dipinto ispirato al madylion, foto di wikipedia.it
Dipinto ispirato alla immagine impressa sul Mandylion, la Sacra Sindone ortodossa distrutta dai Cattolici durante la Crociata dei Latini nel 1204. L’immagine impressa sul Mandylion era acheropita, cioè non fatta dall’uomo

Iconostasi

Mentre in una chiesa cattolica tutto conduce verso l’altare, nella chiesa ortodossa l’altare è nascosto da un tramezzo, detto iconostasi.

iconostasi
L’altare è dietro. L’eucarestia è sacramento più raro nella Ortodossia, anzi spesso la fanno solo bambini e vecchi perché sono più puri degli altri che ancora hanno pensieri… appunto impuri!

L’iconostasi separa l’altare, lì dove il pane e il vino diventano corpo e sangue di Cristo, dai fedeli. Dunque sono le immagini le vere porte verso il mondo spirituale.

Nel mio libro c'è un capitolo intitolato Onde, Scintille e Strade, in cui racconto dell'arte sacra e delle dimore di Dio che ho visitato per il mondo!

Il rito della eucarestia è però equiparabile tra Cattolici e Ortodossi, anche se gli uni parlano di transustanziazione e gli altri di trasmutazione. Se vuoi approfondire le diversità leggi QUA.

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