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Viaggio al Monte Athos – Uno Stato monastico in Europa proibito alle Donne

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All’interno della civile Comunità Europea, esiste un territorio di oltre 300 km quadrati, in cui le donne non possono mettere piede. Persino l’Ambasciatore, sia pure disoccupato, ha dovuto attendere mesi per andare, perché se non sei di religione ortodossa, solo 10 uomini al giorno vengono ammessi.

Questo Stato monastico, tutto all’interno del territorio della Grecia, esiste da oltre mille anni.

mappa della penisola della calcidia
Screenshot da google maps. La penisola calcidica, in Grecia, è composta da tre lingue di terra. La più orientale, evidenziata dal cerchio rosso, è lo Stato Monastico autonomo del Monte Athos.

Seguitemi, come sempre vi prometto ZERO BANALITA’ e più che la mia esperienza, cerchiamo di capire perché esista una cosa del genere e perché qualcuno voglia isolarsi dal mondo. Se poi volete appronfondire l’Ortodossia, soprattutto in contrapposizione al Cattolicesimo, leggete QUA.

Diamonitirion: il Visto d’Ingresso

Per entrare occorre un visto. O meglio, si chiama Diamonitirion e permette di rimanere 4 giorni (dià=attraverso + monì=monastero. E’ infatti più propriamente un permesso di soggiorno).

Il passaporto è necessario per ritirarlo ma non viene poi “stampato”.

diamonitirion, visto di ingresso per il monte athos
Il “Visto” va prenotato con largo anticipo, si ritira poi la mattina stessa prima di prendere la nave verso il Monte Athos, anche perché senza, vi verrebbe negato l’imbarco. Ho pagato 35 euro. Oltre al passaporto, in teoria, vi potrebbe essere richiesto di mostrare anche di… essere un uomo

Uno Stato Monastico Autonomo

La madre di Gesù in compagnia dell’Evangelista Giovanni, fece naufragio in questa zone del mondo. Maria sarebbe rimasta colpita dalla bellezza del posto e Gesù le avrebbe allora offerto questo posto come giardino personale, in cui però ospitare tutti coloro che cercano salvezza.

Per coloro che vivono al monte Athos, la visita della Madonna è realmente avvenuta.

Probabilmente già dai primi secoli del Cristianesimo qualche monaco cominciò a vivere (e nascondersi) al Monte. Infatti l’Athos, è un territorio forse meraviglioso, ma di certo duro, scosceso, con molte zone difficilmente accessibili (il punto più alto è oltre 2.000 metri, ma in generale tutta la Grecia è montagnosa anche se viene solo da pensare principalmente al mare). Comodo da difendere grazie all’altezza a picco sul mare e alle acque agitate. Del resto, anche la Madonna fece naufragio in quel mare! E comunque è territorio poco ambito.

La parte terminale della lingua di terra, ancora oggi è definita un deserto ed è lì che i monaci più “hard core” trascorrono in solitudine il tempo.

Dal X secolo ci sono poi documenti storici che certificano la fondazione della comunità monastica e le sue regole. L’atto fondativo, scritto su una pelle di capra, pare essere del 972 e proibisce appunto l’accesso alle donne. E anche agli eunuchi, persino agli animali di sesso femminile, con l’eccezione di uccelli e insetti: immagino che tanto sarebbe dura controllare e rendere effettiva la proibizione. Ora ci sono delle gatte. Ma le galline no, per cui niente uova.

Nel mio libro affronto la difficile relazione tra le religioni e le donne nel mondo

Brevissima Storia dell’Athos

Fino al 1054, i Cristiani cattolici ed ortodossi erano uniti, ne parlo QUA. A tratti ci sono stati anche monasteri cattolici ma oggi l’Athos è tutto Ortodosso.

Questi monasteri sono dei veri e propri castelli fortificati che nei secoli hanno preservato testi e tesori, resistendo ai pirati e alle aggressioni. Come ovunque, le chiese venivano depredate anche perché piene di oro e ricchezze donate dai fedeli. Inoltre, se avete visto bene la mappa di sopra, i Musulmani erano vicinissimi (poi conquisteranno la Grecia e i Balcani) e dunque bisognava essere pronti a difendersi.

monastero di san panteleimon
Monastero di Panteleimon, era arrivato ad avere oltre 5.000 monaci prima della Rivoluzione comunista in Russia che rese impossibile le nuove vocazioni. Di recente Putin è venuto qui in visita. I monasteri dell’Athos sono imponenti. Secoli fa costruire simili fortificazioni fu lavoro monumentale. Tutto fu trasportato a dorso di mulo

L’Athos è stato isolato dalla Russia (nazione che oggi raccoglie circa il 75% dei fedeli ortodossi totali) durante il giogo mongolo per oltre due secoli fino a quasi il 1500. Il Monte è poi stato isolato dalla Russia e dagli altri Stati ortodossi che soffrivano la dittatura comunista.

La Grecia è stata a lungo parte dell’Impero Ottomano che però non ostacolò la comunità dell’Athos che da sempre dipendeva da Costantinopoli (oggi Istanbul, città ovviamente in Turchia ma fondata dai Greci).

Nel 1920, quando il mondo si riorganizza dopo la Prima Guerra mondiale, l’Athos viene assegnato alla Grecia con l’obbligo di mantenere tale Stato parzialmente autonomo al suo interno. E con obbligo di garantire a tutti i monasteri, a prescindere dalla lingua parlata o dalla nazionalità di riferimento, pari diritti e libertà (oggi oltre ai Greci, c’è un Monastero Russo, uno Serbo e uno Bulgaro. Inoltre una skita Rumena). Questa eccezionalità dell’Athos finì proprio dentro alla Costituzione greca.

Durante la Seconda Guerra mondiale la Germania conquisterà la Grecia e l’Athos farà richiesta a Hitler di essere loro protettore per poter continuare a vivere così come è sempre stato.

Con l’avvento della Comunità Europea, la Grecia ha rinunciato alla Dracma, la monetà più antica ininterrottamente usata al mondo, ma ha mantenuto l’unicità della condizione dell’Athos. C’è il Diamonitirion per entrare, c’è una dogana, ma soprattutto c’è la incredibile e intollerabile esclusione delle donne. In Europa!

Il Monachesimo

Monaco viene da “monos”, cioè solitario. Dunque un monaco ha desiderio di isolarsi dagli altri uomini e consacrarsi interamente a Dio.

Per un monaco esiste la dicotomia tra il mondo e Dio.

I primi monaci cristiani furono egiziani, esistono ancora oggi da allora e per tanti Cristiani è fondamentale che continuino ininterrottamente la loro opera. Per questi monaci fu facile isolarsi: avevano un deserto dove andare (e nascondersi visto che erano perseguitati).

In Europa, già densamente popolata, non è mai stato facile e l’Athos offriva solitudine. I monaci irlandesi si imbarcavano per cercare un deserto ma trovavano solo acqua, poi finalmente arrivarono in Islanda e da lì anche in Groenlandia. Non erano esploratori, cercavano solo il “loro” deserto. E di ghiaccio andava bene lo stesso.

monaco ortodosso che dorme in moldavia
Monaco Ortodosso che ho fotografato in Moldavia

Conoscete il termine eremita? Viene da “eremos”, cioè deserto!

In realtà però, all’Athos come altrove, vi furono due diverse interpretazioni: chi voleva la solitudine dal mondo ma la vicinanza di altri “fratelli”con cui condividere questa esperienza di solitudine e chi invece, voleva la totale lontananza. Come gli eremiti.

I monaci che si riuniscono tra loro, o alternano solitudine a vita insieme, danno vita al “cenobitismo“, cioè la regola monastica che prevede attività in comune. Anzi, tutto è in comune. Un monaco non possiede nulla.

Al Monte vi furono scontri tra tali visioni: da un lato Atanasio (fondatore del monastero della Grande Lavra, il più antico e grande) che voleva dei monasteri che fossero cooperative agricole autosufficienti, dove vivere tutti insieme, dall’altra Paolo di Xiropotamu che consigliava solitudine assoluta.

grande lava, immagine di wikipedia.it contrassegnata come libera
Monastero della Grande Lavra, immagine di wikipedia.it: Atanasio, il fondatore, morì perché una delle cupole del monastero crollò mentre lui la stava costruendo

All’Athos vi sono entrambe le possibilità.

Anzi ve ne sono tre: chi sceglie il cenobitismo, cioè la maggior parte dei monaci, vive in uno dei 20 monasteri distribuiti per il territorio.

Viceversa, si può scegliere il vero e proprio “deserto”, la parte finale dell’Athos. E’ zona selvaggia, senza strutture, dove gli eremiti più estremi vivono completamente isolati, dentro grotte, senza parlare con nessuno, ricevendo il cibo solo tramite delle carrucole, senza alcuna assistenza medica (ma hanno delle icone). Vivono anche in mezzo ai pericoli della natura, visto che ci sono ancora animali pericolosi per l’uomo.

Lascia la tua mail all’Ambasciatore disoccupato!

    Ma esiste anche una terza possibilità come preannunciato: essere sì eremita, ma appoggiarsi ad una skita, cioè una organizzazione proprio minimale. Questo per un motivo molto semplice: un eremita vero, si allontana da tutti ma anche dai sacramenti della Chiesa! Non può celebrare dei riti. La skita, invece ha un luogo di preghiera comune, oltre che offrire assistenza.

    traghetto verso monte athos
    E’ quasi impossibile fotografare gli eremiti più estremi, perché pochi traghetti si avvicinano anche al “deserto” dell’Athos nel fare il giro. E dal lontano del traghetto in mare, vederne qualcuno è rarissimo. Qui in foto invece il mio traghetto all’arrivo ad un monastero: è grande, trasporta anche macchine

    Il Ruolo del Monaco

    I monaci sono essenziali per l’esistenza della Chiesa che è strumento di salvezza per tutti i fedeli. Il Cristianesimo senza monachesimo è inconcepibile per gli Ortodossi.

    I monaci sono divisi nei 20 diversi monasteri, a capo di ogni monastero c’è un igumeno, eletto a vita e che fa delle regole, ma l’istituzione del monachesimo ortodosso è unitaria. Si vestono tutti uguali, hanno tutti la stessa missione. Non ci sono diversi ordini come nel Cattolicesimo.

    Tra i monaci c’è di tutto. Probabilmente qualche santo, ma un tempo ci sarà stato anche qualche assassino che sperava di salvare l’anima in extremis o comunque di fuggire dalle leggi dell’uomo. In ogni religione nei monasteri, soprattutto i più isolati, ci sono sia santi che criminali.

    In generale però all’Athos ci sono persone molto umili e molto ignoranti. Nel senso proprio del termine. Il grado di istruzione di questi monaci è molto basso. L’Athos ha preservato i testi, ma non prodotto teologia. Un solo monastero, il Vatopedi, ebbe una Accademia ma fu presto chiusa.

    I monaci non hanno nulla da imparare dagli altri uomini, pregando imparano direttamente da Dio.

    Il Ruolo dei monaci consiste nel pregare. E i monaci del monte Athos lo fanno ininterrottamente da oltre mille anni.

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    Esicasmo

    La Bibbia dice nella lettera di Paolo ai Tessalonicesi 1 Tess. 5: 17 “non cessate mai di pregare”. Qui interpretano il comando in maniera letterale.

    I monaci passano la vita a pregare, talvolta pronunciando una unica frase incessantemente: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!”. Ripetono tale frase circa 10 mila volte al giorno. Alcuni anche mentre mangiano, persino nei loro sogni.

    L’Esicasmo è la preghiera del cuore. Per alcuni è lo yoga cristiano, perché si prega anche usando il corpo, il respiro si armonizza con la voce, le labbra si muovo ritmicamente. E’ una pratica comune a molte religioni, c’è ovviamente nell’induismo, è il dhikr dei Sufi di cui ho parlato QUA, c’è il namu amida butsu nel Buddhismo.

    Alcuni asceti, cioè da “askesis”, esercizio, combattono veramente contro prove durissime: che qui sono anche fisiche. Oltre alla preghiera, alcuni fanno continue genuflessioni fino a scavare la roccia. Il digiuno è spesso estremo, si privano del sonno. Sono come degli atleti che sacrificano l’intera vita per la prestazione.

    Ma l’esicasmo è principalmente parola. Parola di Dio che allontana il male e ci ricorda che la battaglia contro il Demonio è costante. Per altro, facendo questo tutto il tempo, non hai modo di avere pensieri impuri, parlare male o dire cose frivole.

    MArco PoLLo
    Marco PoLLo è sconcertato dalla esichia e penso abbia ragione. Però, nel piccolissimo, tanti soprattutto in passato, hanno recitato il rosario per Maria per ore ogni giorno, muovendosi a ritmo, impegnando il corpo nella gestione del rosario che tiene il conto ma diventa anche un passatempo. Qui tale gesto e la “novena” è infinita e ossessiva

    Anni di esicasmo permettono ad alcuni monaci di vivere il piacere del misticismo: unirsi, sia pure brevemente, con Dio, lasciando il proprio corpo e il proprio ego in un anticipo di ciò che sarà.

    Solitamente solo i profeti hanno il privilegio di parlare con Dio, ma anche i mistici possono sperare in una qualche forma di contatto.

    Il mio libro parla proprio delle mie esperienze religiose nel mondo. Con ZERO BANALITÁ

    Le Preghiere comunitarie. Il Canto dell’Athos

    Sappiamo che i monaci in realtà vivono insieme dentro ai monasteri. E dunque pregano anche insieme.

    Ogni giorno, ripeto ogni giorno, pregano per buona parte della notte e spesso ancora più a lungo. Solitamente si alzano verso le 3 di mattina e attendono il sorgere del sole che sopraggiunge durante la preghiera.

    Tutte le chiese ortodosse sono orientate verso est, lì dove sorge il sole e da dove tornerà Gesù (Matteo 24, 27). Hanno poche finestre, la luce è offerta da grandi lampadari pieni di candele.

    Durante il canto, che oggi possiamo ascoltare a piacimento grazie alla registrazione, ma un tempo era sempre un evento, enormi lampadari con le candele vengono fatti oscillare volontariamente sopra la testa dei monaci e sopra la mia. Perché stanotte il canto dell’Athos sono io. Mi rimarrà impresso. Me ne ricorderò in letto di morte?

    La preghiera si svolge così come un tempo, alcune delle parole adoperate sono esattamente quelle usate da Gesù per pregare circa duemila anni fa.

    E si canta usando la sola voce umana, perché l’uomo è strumento di redenzione grazie al sacrificio di Gesù e nulla altro. Nessuno strumento è menzionato nel Nuovo Testamento, per cui come fece Noè con gli animali, si usa un pezzo di legno che viene percosso a modo di richiamo e si evita la musica. Se vuoi sapere perché è vietata anche nell’Islam, ne parlo QUA.

    La partecipazione alla cerimonia è faticosa: è vietato sedersi, un monaco ha il compito di controllare che nessuno dorma, un tempo addirittura percuotevano chi si appisolava. E’ vietato incrociare le gambe, mettersi le mani in tasca. I segni della croce sono continui così come i canti. Tutto deve essere fatto come un tempo, il rito non può allontanarsi da quanto prescritto. Sono stati i Padri della Chiesa a stabilire i canoni e non ci si può discostare. Bisogna pregare con la stessa intensità con cui lo faresti se Dio fosse lì davanti a te.

    Qui all’Athos, qualcuno prega ininterrottamente da almeno mille anni. Probabilmente di più.

    La Morte

    Oltre all’esicasmo e alla cerimonia di preghiera, c’è una terza cosa che viene menzionata ossessivamente dai monaci: la morte.

    La morte è la grande protagonista dell’Athos. Ogni monastero esibisce con orgoglio le ossa dei monaci passati, anche perché la Bibbia parla di dare i corpi alla terra, non di metterli in una bara.

    ossario del monastero dell'Athos
    Ossario del monastero di Panteleimon, ogni monaco attende con ansia la morte come una liberazione. Come un servitore che ora finalmente verrà ricompensato dal suo padrone

    L’orgoglio nasce dal fatto che dopo circa tre anni dalla morte, si riesumano le ossa per mostrare a tutti la perfetta decomposizione del corpo: prova della santità in vita. Le sue ossa sono ora pronte per essere unite a quelle dei confratelli.

    Ricordati che devi morire: la battuta la fa Troisi dicendo che ora “me lo segno”. Mentre il religioso che va in giro a dire davvero a tutti che devono morire non è finzione. All’Athos non c’è bisogno, la morte è tema onnipresente. Tanti asceti quando si muovono in mezzo alla folla, lo fanno per ricordare loro che devono morire. Sono un promemoria vivente, come alcuni sadhu indiani

    La Vita al Monte Athos

    Da pellegrino quattro giorni non ho avuto accesso agli alloggi dei monaci, nè ho incontrato e neppure visto un vero eremita.

    Comunque il pasto è la parte più interessante: si mangia in silenzio, tutti insieme. Il mangiare deve nutrire e non dare piacere. Durante il pasto alcuni monaci continuano a pregare molto silenziosamente. Anche io non ho potuto dire una parola. Il cibo è in comune, non c’è nulla di tuo, neppure una porzione di pane.

    La sala mensa è enorme e molto colorata, c’è perfino una immagine di Platone, un pagano, sia pure che credeva nell’immortalità dell’anima, in uno dei monasteri.

    Il pasto viene servito tutto allo stesso tempo perché la benedizione sul cibo è unica e dunque tutto deve essere già in tavola: il pane è eccellente. Nei libri dicono che è speciale, per me è certamente buono, ma è dovuto all’atmosfera. Così come il mangiare in aereo distrae e dà gioia anche se non è un granchè. Qui all’Athos ovviamente viaggiano tutti in classe economy, la business non è proprio prevista.

    A tavola c’è il vino. Unico piccolo “vizietto” tollerato, del resto l’eucarestia si celebra proprio con il vino.

    Anche se in realtà, i giorni di digiuno sono moltissimi nel calendario e spesso è vietata la carne. Il digiuno è però parziale, nel senso che si consuma un solo pasto nella giornata. In Etiopia al ristorante hanno sempre un menù normale e uno per i – tanti – giorni di digiuno (la Chiesa etiope in realtà è separata dalla Ortodossia sin dal 451). Anche la cucina russa è molto condizionata dalle regole di magro ortodosse.

    dormitorio al monastero
    La mia stanza da dividere con otto fedeli ortossi venuti dall’Ucraina. Sogno davvero il letto dopo una lunga notte di preghiera. Una! I monaci lo fanno ogni notte e durante il giorno continuano a pregare singolarmente, ripetendo l’esicasmo visto prima. In generale, dopo tante cerimonie religiose in giro per il mondo, mi sento di dire che più la cerimonia è lunga e minore è la preparazione culturale di chi partecipa. Il che non ha ovviamente nulla a che vedere con la devozione

    E’ obbligatorio girare sempre con i pantaloni lunghi e le maniche lunghe anche d’estate quando fa molto caldo.

    polizia del monte athos
    C’è la polizia dell’Athos che ha il compito di controllare regole sull’abbigliamento e vigilare che nessuno entri in acqua e faccia il bagno. Perché oltre a circa duemila monaci e qualche pellegrino, ci sono anche dei braccianti (uomini si intende) che vivono e lavorano lì, aiutano i monaci a coltivare, pescare e coltivare la vigna.

    D’inverno fa freddo e ovviamente non c’è riscaldamento, d’estate è pieno di zanzare e insetti ovunque. Pochi telefoni, niente internet o televisione.

    Temo anche che i monaci siano mediamente molto sporchi, ma in buona parte è una scelta: le necessità del corpo vengono molto in basso nella scala di valori. E naturalmente, come tutti i monaci di ogni religione, dichiarano di avere ottima salute e di non ammalarsi quasi mai. Ho sentito tutto ciò in ogni monastero buddhista, in Tibet i monaci dichiarano di vivere spesso fino a grande vecchiaia, dai santoni in India, dai praticanti di ogni religione.

    Al dunque però non c’è mai una statistica al riguardo, anzi ho la forte impressione che un impiegato in Europa abbia una aspettativa di vita maggiore rispetto a un qualunque monaco nel mondo.

    Attività fisica ne fanno certamente: e muoversi da un monastero all’altro è lungo e faticoso. All’Athos, in sostanza, ci sono solo questi 20 monasteri, un porto, una capitale, Karyes (l’unica al mondo senza donne). Karyes ha qualche ufficio amministrativo, chiese ovviamente, in una c’è l’icona dell’Axion Estin, la cui immagine ho usato per la copertina dell’articolo. Davanti a quell’icona l’Arcangelo Gabriele avrebbe intonato un canto.

    Dai non fare il Marco PoLLo, leggi il mio libro e viaggia con me per i luoghi santi del mondo!

    Io ho provato ad andare a piedi da un monastero all’altro, ma ho rinunciato dopo neanche una ora. Seguire la strada non è facile se ti allontani dalla costa, ci sono almeno in teoria i lupi che girano anche vicino alle strade, il cellulare non prendeva a tratti e non ho trovato alcun compagno di viaggio. Per cui l’Ambasciatore ha preso l’autobus, che passa raramente, ma esiste (c’è anche il Taxi ma costa moltissimo, troppo per un disoccupato).

    refettorio monastero monte athos
    Quando arrivate in un monastero, vi accolgono sempre con dei dolcetti e un liquore. Per dormire nel monastero, sempre gratuitamente ma potete lasciare offerta, è meglio prenotare con anticipo

    L’Athos è 13 giorni indietro rispetto al calendario standard, per cui se prenotate la vostra visita chiarite bene di che data si sta parlando! Anche per l’orario, l’Athos usa il tempo “bizantino”, per cui un nuovo giorno comincia al tramonto.

    tramonto al monte athos
    Tramonto all’Athos: fine e inizio di un nuovo giorno. La notte è il momento in cui gli eremiti si immergono nella natura. Così come per San Francesco nella sua agiografia creata da San Bonaventura, anche all’Athos alcuni Santi parlano con gli animali. Comunque nell’Ortodossia il più famoso è Serafino, che parlò con un orso invece che un lupo

    Invece nell’andare in bagno non vi potete sbagliare, non c’è bisogno di guardare l’immagine sulla porta: è certamente il bagno degli uomini.

    La Mancanza delle Donne

    Questi monaci, così determinati a pregare incessantemente, non temono il Diavolo ma hanno il terrore delle donne. Una donna al monte Athos sarebbe la fine.

    Alcuni estremisti costringono le donne a coprirsi da testa a piedi, ma l’Athos proprio le rifiuta completamente.

    Il motivo romantico che adducono è che questo è il giardino della Madonna, c’è già una principessa e non hanno bisogno di ALTRE principesse. Ma naturalmente il rifiuto è per non essere distratti nella preghiera, per non essere riportati a desideri umani, la carne è sempre un peccato.

    Le donne danno la vita e l’Athos è un trionfo della morte.

    Senza donne si riduce la competizione tra gli uomini, non ci sono legami famigliari, ovviamente non ci sono bambini che fanno rumore e giocano.

    meteore in Grecia
    Cosiddetta “Meteora“, sempre in Grecia ma in altra zone: ad alcuni monaci non basta questo isolamento e un po’ li capisco. Quando ho visitato, era strapieno di turisti (e di donne!), difficile isolarsi davvero. Alle Meteore, ci sono anche donne monaco

    Tutto comprensibile, ma anche inquietante: possibile che una donna impedisca di trovare Dio? E anche un animale femmina a quanto pare. Qual è il motivo per gli animali? Evitare che si commettano atti impuri? (Levitico 18, 23)

    E perché l’UNESCO accetta che il monte Athos sia nel Patrimonio della Umanità quando sarebbe meglio dire Patrimonio dei maschi? (La Mecca, città proibita ai non Musulmani, pure è nel Patrimonio della Umanità. Dovrebbe essere solo nel Patrimonio dei Musulmani).

    E perché la Comunità Europea non chiede all’Athos un cambiamento? (pare che vi siano censure ogni tanto sulla regola ma nulla altro. Del resto anche il Cattolicesimo discrimina: una donna non può essere sacerdote! Santa si, ma sacerdote non è degna).

    Nella storia comunque qualche donna mise piede al monte Athos: donne in fuga furono accolte brevemente, una donna che divenne reginetta di bellezza si travestì da uomo e soggiornò all’Athos, infine pare che qualche eccezione per una Regina vera (Jelena di Serbia), il cui regno supportava finanziariamente l’Athos, sia stata fatta.

    Del resto, Giovanna d’Asburgo, la figlia del potentissimo Imperatore Carlo V si ritrovò vedova giovanissima e chiese di essere accettata tra i Gesuiti con il nome di Mateo Sanchez… fu accontentata.

    Posto meraviglioso?

    L’Athos è certamente è affascinante. Di un Ambasciatore non hanno bisogno, perché nonostante l’autonomia dalla Grecia non hanno Ambasciate in nessun paese, e ad essere sincero, forse qui non ci vorrei vivere neppure se avessi l’incarico.

    Ma una ambasciata la potrei fare alla Grecia: eliminate il divieto per le donne, è un rigurgito del medioevo…

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